Ideazione coreografica Roberto Lori
Regia e coreografia Roberto Lori
Consulenza artistica Simona Bucci
Musiche originali Daniele Di Bonaventura
Disegno Luci Francesco Mentonelli
Assistente alla coreografia Fabio Bacaloni
Consulenza scenografica Maria Silvia Orlandini, Andrea Antonucci
Produzione Compagnia degli Istanti
Responsabile organizzazione Marika Errigo
Segreteria organizzativa Claudia Sannazzaro
Promozione e comunicazione Stefania Biagioni
Con il sostegno di MiC, dip. Spettacolo dal Vivo, Regione Toscana
Un ringraziamento a Roberto Mancini per le riflessioni filosofiche
Su un palcoscenico inizialmente nudo, pochi elementi minimalisti compongono, gesto dopo gesto, i contorni di un ambiente familiare.
Qui, la cura verso l’altro emerge non come dovere, ma come autentico modello esistenziale, ponendosi in aperta sfida alla cultura del potere e dell’autoaffermazione.
Attraverso un’ironia sottile e tagliente, lo spettacolo esplora queste contraddizioni in un susseguirsi frenetico di quadri e immagini.
È un mosaico di piccoli eventi che ricalca il ritmo asfissiante della quotidianità: frammenti estemporanei che appaiono, lasciando spazio a immagini indelebili che resistono al tempo, ancorandosi tenacemente alla memoria.
RIFLESSIONI:
Nell’affrontare la tematica della tenerezza, il coreografo Roberto Lori ha intrapreso un dialogo con il professor Roberto Mancini, ordinario di Filosofia Teoretica presso l’Università di Macerata. Il tema indagato parte dalle parole tenerezza, gentilezza e cura: termini che rispecchiano la qualità dell’intero e tipico modo d’essere di una persona. Che sia intesa come disponibilità ad aiutare chi è in difficoltà (Aristotele), oppure come riguardo generale verso chiunque (Arendt), la tenerezza appartiene alla cultura del rispetto, della cura e dell’incontro. Nella sua essenza, la tenerezza è la risposta al riconoscimento del valore di qualcuno ed è una forma di tatto, di delicatezza, di sollecitudine. Esprime una risonanza con la vita del cosmo e rappresenta il punto di maggiore emersione dei sentimenti generativi (gratitudine, fiducia, speranza, compassione, gioia) rispetto al peso rappresentato dai sentimenti puramente reattivi (rabbia, rancore, paura, angoscia, ansia, invidia, odio). La svolta dal predominio di questi elementi ostativi alla maturazione di una spontanea tenerezza (alla spontaneità spesso si arriva) è data dal recupero del contatto con noi stessi. Attraverso di esso ci ricolleghiamo con la vita che scorre in noi.