IL PRINCIPE RANOCCHIO

 

Liberamente ispirato a Il principe ranocchio

Coreografia: Compagnia Simona Bucci
Interpreti: Fabio Bacaloni, Roberto Lori, Eleonora Chiocchini/Michela Paoloni Scene e Costumi: Simona Bucci
Luci: Gabriele Termine
Musica: Cajkovskij
Produzione: Compagnia Simona Bucci
Direzione organizzativa: Marika Errigo
Comunicazione: Giedre Bagdziunaite
Con il sostegno di MiBAC dip. spettacolo dal vivo; Regione Toscana Residenza Le Murate. Progetti Arte Contemporanea

 

LA TRAMA

La favola narra di una giovane e bella principessa, molto viziata, molto vanitosa e che giudica tutti e tutto dal loro aspetto esteriore; i loro vestiti, le loro scarpe, le loro acconciature, persino il loro modo di parlare. Lei passa tutto il suo tempo a scegliere i suoi vestiti, a guardarsi nello specchio e a giocare con una preziosa palla d’oro, nel parco del castello vicino ad un bellissimo laghetto.

Un giorno mentre sta giocando con la sua palla, improvvisamente vede la sua immagine riflessa sull’acqua del laghetto e la sua vanità la distrae e non afferra la palla d’oro che ha appena lanciato che finisce inesorabilmente nelle acque profonde.
La principessa si dispera e comincia a piangere come una fontana facendo un sacco di rumore. Improvvisamente sente una strana voce che la chiama e la invita a smettere di lamentarsi. Lei scorge nell’acqua un ranocchio. Tra i due comincia una lunga trattativa. Cosa è disposta a dare la principessa al ranocchio in cambio del recupero della sua amata palla d’oro?

Lui le chiede di diventare suo amico e di condividere con lui le sue cose.
La principessa pur di ottenere ciò che desidera promette tutto, “tanto quanto può valere una promessa fatta ad un essere così inferiore a lei?”
Una volta recuperata la sua palla se ne ritorna felice al castello.

Mentre è a cena con suo padre il Re, sente degli strani rumori avvicinarsi alla grande sala e poi ecco apparire il viscido ranocchio, arrivato a palazzo per ottenere ciò che gli è stato promesso.
Lei è inorridita:” ma come è brutto, come è vestito, ma che scarpe porta e quegli occhiali e poi come parla.”

Il Re le ricorda che le promesse fatte vanno mantenute e che nessuno può esimersi dal farlo. Comincia così una lunga sequela di azioni e reazioni da parte dei due.
Riuscirà il nostro tenace ranocchio a conquistare l’amicizia della principessa? Lei riuscirà a superare i suoi pregiudizi che non le permettono di vedere al di là delle apparenze?

 

LE TEMATICHE PRINCIPALI

Spettacolo concepito per un pubblico giovane (dai 3 agli 8 anni) che ruota attorno alle figure di una giovane ragazza bella e viziata con tanti preconcetti e un ragazzo dolce, generoso e di bell’aspetto, celato però nel corpo di un ranocchio.
Giudicare gli altri dalla loro apparenza fisica, da ciò che indossano, da dove vivono, da ciò che possiedono. Uno sguardo superficiale che non permette di vedere la vera natura delle persone. La possibilità di sviluppare uno sguardo più sensibile e attento alla bellezza della differenza.

La forza delle promesse fatte e l’importanza di riconoscere il valore dell’impegno preso è un’altra delle tematiche che lo spettacolo affronta.
I due personaggi offrono attraverso un gioco teatrale leggero e divertente un’occasione per affrontare queste tematiche.

 

LE FONTI

Il principe ranocchio è una fiaba popolare europea. Sebbene la storia sia conosciuta oggi attraverso la sua interpretazione dei fratelli Grimm, alcune parti di essa potrebbero estendersi fino almeno al tempo dei Romani; una versione della storia è apparentemente citata nel Satyricon di Petronio, in cui il personaggio Trimalchio sottolinea che “qui fuit rana nunc est rex” (“L’uomo che una volta era una rana ora è un re”).

 

APPROFONDIMENTI POSSIBILI

Cosa è la danza?
Come avvicinarsi a uno spettacolo che oltre alla parola utilizza il movimento, la danza come mezzo di narrazione?

Questa, a nostro avviso, è una buona occasione per affrontare (se non già affrontato) il

tema dell’espressione umana.
Come possiamo esprimere le nostre emozioni, i nostri sogni, le nostre pulsioni?
Certo abbiamo la parola, ma è l’unica possibilità che abbiamo? È la scelta migliore per

ognuno di noi, oppure ci sono altre modalità, altre forme d’espressione. La danza utilizza il movimento come espressione del sentire. L’uomo, nel suo vivere quotidiano lo fa’ ogni giorno, i suoi movimenti ci indicano la sua natura del momento, quando è felice oppure quando è triste, annoiato o spaventato! Nella danza tutto si traduce in qualità motore. Lo stesso fa il musicista con il suono, il pittore con i colori, lo scultore con la materia…

L’arte diventa l’espressione, memoria, visione della natura umana.

Category
PRODUZIONI BAMBINI, Roberto Lori