K.I.T.S.C.H. Karaoke is the Supreme Challenge

Ideazione e Coreografia Camilla Giani
Performer Chiara Casiraghi
Lighting design Gabriele Termine
Sguardo esterno Francesca Foscarini/Cosimo Lopalco
Produzione Compagnia degli Istanti/Compagnia Simona Bucci
Con il sostegno di Murate Art District

 

Karaoke – dal giapponese orchestra vuota – è un atto liberatorio che per imitazione permette di lasciarsi attraversare, come un contenitore vuoto, dal flusso performativo associato ad un idolo. Attraverso la visione del Karaoke come rito, lo show inteso come atto tribale di trascinamento e liberazione viene snaturato ed astratto facendo emergere ciò che sta sotto attraverso un lavoro di destrutturazione dello stesso.

 

Utilizzando la dinamica vera e propria del Karaoke, applicata al corpo del danzatore, si è cercato di ridurlo a diventare contenitore vuoto che si trasformi ogni volta, che si mimetizzi assorbendo l’archetipo dell’idolo (inteso etimologicamente) per portarlo ad esprimere parti ignote che possano venire alla luce attraverso la mimesi. Il lavoro prevede la ricerca di un contrasto accentuato tra la timidezza, intesa come tenera protezione del sé da un esterno invadente, e l’aggressività intesa come movimento verso l’esterno.
Parallelamente il Karaoke è stato indagato sotto forma di rituale, andando ad approfondire quella che può essere individuata come la struttura di un rito.