Ideazione e Coreografia Camilla Giani
Performer Chiara Casiraghi
Lighting design Gabriele Termine
Sguardo esterno Francesca Foscarini/Cosimo Lopalco
Produzione Compagnia degli Istanti/Compagnia Simona Bucci
Con il sostegno di Murate Art District
Karaoke – dal giapponese orchestra vuota – è un atto liberatorio che per imitazione permette di lasciarsi attraversare, come un contenitore vuoto, dal flusso performativo innescato da un idolo. In KITSCH/Karaoke is the Supreme Challenge il karaoke diventa il dispositivo critico e lo strumento magico per attivare una ricerca sul sublime, in una zona liminale in cui sacro e profano si sovrappongono. Il corpo diventa strumento di tensione che si attiva attraverso la mimesi. La perdita di controllo non è disfunzione, ma condizione necessaria per accedere a uno stato di estasi, una sospensione del sé che apre alla possibilità di una soggettività collettiva e transindividuale. Lo show, inteso come atto tribale di trascinamento e liberazione, viene astratto facendo emergere la struttura rituale che lo sostiene, l’eccesso ridotto a essenza.
“Non è a partire da un aldilà che la divinità opera nel foro interiore dell’uomo, o nella sua anima, misteriosamente unita ad essa. Essa è tutt’uno col mondo. Essa si para dinanzi all’uomo a partire dalle cose del mondo. L’uomo fa l’esperienza del divino non attraverso un ripiegamento su di sé, bensì attraverso un movimento verso l’esterno.”
( W. F. Otto, Le Dieux de la Grèce, Payot, Paris 1981)